Poco oltre le 22 e 30 di ieri sera, un altro incidente mortale, ha contrassegnato la storia della Melfi- Potenza. La strada maledetta. A perdere la vita un ragazzo melfitano di soli 21 anni, Antonio Poppa. Lo scontro è avvenuto sulla SS 658 nel tratto compreso tra le due uscite della cittadina federiciana, Melfi Nord e Melfi centro. Coinvolte due automobili, una Fiat Punto ed una Fiat Panda. Nella Fiat Punto oltre allo sfortunatissimo Antonio, anche la sua compagna,rimasta ferita ed immediatamente trasferita al San Carlo di Potenza. Alla guida della Fiat Panda un uomo di 40 anni di San Fele. Quest’ennesima tragedia, pone nuovamente al centro dell’attenzione il tema della sicurezza, su una strada che negli anni ha purtroppo mietuto diverse vittime. La Melfi- Potenza, costruita negli anni 70, non è più assolutamente idonea a contenere il traffico quotidiano, che con la nascita del polo industriale più grande del Mezzogiorno, è decisamente aumentato. Strada fatiscente e pericolosa e traffico intenso. Un binomio non compatibile. Occorre intervenire con urgenza e con decisione. Il problema non è più procrastinabile. Una giovane famiglia, piange di fronte all’ennesimo lutto ed è il momento di porsi degli interrogativi. Melfi è il crocevia principale della Regione. Terra di confine e di collegamento tra Puglia- Campania e Basilicata. Da Melfi si passa obbligatoriamente per andare alla zona industriale, dove lavorano oltre 10.000 persone. Ogni giorno da Melfi, Rionero, Venosa, Lavello, i centri più popolosi della Regione, sono tantissimi che si muovono per raggiungere Potenza, per questioni lavorative, burocratiche ed altro. Questa strada è un trappolone in cui sono costretti a dimenarsi gli automobilisti. Certo, in alcuni casi, ci sono state imprudenze e distrazioni, ma il dato saliente è che la SS 658, la Melfi- Potenza, è una strada inadeguata, insoddisfacente, vecchia e superata. Occorre dire altro?. Rifarla, sistemarla, allargarla, renderla percorribile limitandone i pericoli, è una ASSOLUTA PRIORITA’. Anche perchè di contro il trasporto su rotaia e tutt’altro che efficiente. E’ il momento di dire BASTA e di farsi sentire. Non si può continuare a piangere vittime.