Le sigle sindacali di Gaudianello / Tokia, chiedono l’intervento della Regione Basilicata, affinchè si faccia garante per la salvaguardia dei livelli occupazionali. “Acque Minerali Italia, si legge nella nota diffusa dai sindacati, non può sfruttare il sottosuolo e poi mettere in forte disagio sociale i lavoratori, non versando ciò che gli spetta a livello contrattuale”. Un accusa forte, senza tanti giri di parole. ” Dal 2014, il gruppo Norda, proseguono i sindacati, ha pian piano ridotto il personale, centralizzando tutto a Milano, con conseguenze disastrose che hanno portato l’azienda al concordato. Siamo stanchi. Basta tagli al personale. I lavoratori pretendono dignità e rispetto e non possono essere presi in giro dai dirigenti di questo gruppo, mettendo in serissima difficoltà economica tante famiglie. Nel periodo di covid – 19 si è continuato a lavorare anche in condizioni di sicurezza non adeguate. Chiediamo alla Regione Basilicata di intervenire immediatamente, anche perchè i bacini acquiferi appartengono a questa terra. I lavoratori sono disgustati da questi atteggiamenti. Si sentono sfruttati e non rispettati, nonostante la continua produttiva del sito di Melfi. Senza dimenticare che i lavoratori non possono usufruire del fondo sanitario perchè non versato, esattamente come le mensilità di marzo ed aprile. Ci sono insistenti voci che ci segnalano che l’azienda non abbia comunicato all’inps le giornate di cassa integrazione di aprile”. Per il prossimo 25 maggio le sigle sindacali, più che mai unite, hanno chiesto di poter effettuare un assemblea retribuita utilizzando lo spiazzale antistante lo stabilimento, in modo da garantire il distanziamento ed il rispetto delle disposizione anti- covid. I lavoratori sono pronti a far sentire la propria voce, rivendicando i propri sacrosanti diritti