Relativamente all’elezione del Presidente del PARCO DEL VULTURE, è intervenuto il sindaco di Melfi Livio Valvano:
“Temo si stia per commettere un grave errore che potrebbe danneggiare in partenza la costituzione del primo organismo direttivo del Parco del Vulture. Sindaci auto-candidati che però nel Parco non ci credono con i fatti.
Solo per fare “alcuni” esempi:
– c’è chi ha introdotto nel Parco una porzione di territorio irrilevante
– c’è anche chi ha perimetrato il Parco escludendo attività industriali IMPATTANTI per l’ambiente e per la salute degli abitanti.
Eppure il parco è uno strumento di protezione ambientale e di valorizzazione del territorio; non può essere guidato da CHI SUBISCE ALTRE INFLUENZE. SONO FATTI che non possono essere ignorati, prosegue il primo cittadino federiciano, così come non possono essere ignorati i curriculum di numerosi professionisti NON SINDACI, professionalità ed esperienze che potrebbero essere preziose.
Il Parco è nato da un SOGNO che ha nel suo epicentro MONTICCHIO.
Può essere la matita con cui scrivere il futuro del VULTURE.
È un sogno che richiede tempo, competenza e sacrificio; Non è compatibile con i pur legittimi e ambiziosi percorsi di carriera politica personale.
FERMATEVI FIN CHE SIAMO IN TEMPO”. Parole dure, dirette. Anche se non li nomina, gli intestatari delle riflessioni di Valvano, sembrano essere i sindaci di San Fele e Barile, rei di non aver creduto nel parco. da qui l’interrogativo legittimo di Valvano. ” Se un comune non crede nel parco come strumento di protezione ambientale e di sviluppo territoriale, come può pensare un sindaco di questi paesi d candidarsi a Presidente dello stesso Parco?