In un momento di enorme incertezza nella lotta al COVID 19, tutti gli esperti concordano in maniera pressoché unanime, che il miglior modo di combatterlo è presidiando il territorio, arginando così i ricoveri ospedalieri! La parola d’ordine che si sente ripetere è: agire prima possibile. La terapia a casa eseguita tempestivamente, rappresenta il rimedio più efficace giacché è acclarato che riduce drasticamente l’indice di letalità, purtroppo in grande e rapida risalita negli ultimi bollettini ministeriali!
Il Rotary, in uno spirito di sussidiarietà, intende dare un significativo impulso, rafforzando la medicina territoriale! Secondo gli esperti, la difficoltà principale per l’esecuzione di una tempestiva terapia domiciliare è prodotta da ritardi, per lo più dovuti ad un ingorgo diagnostico rappresentato dalla attuale limitata capacità a eseguire i tamponi molecolari! I laboratori pubblici seguono i legittimi ma rigorosi protocolli delle USCO e sono concentrati a tracciare ormai solamente i pazienti sintomatici conclamati con i loro contatti non riuscendo, poiché già saturi, a tracciare pazienti fragili ma a rischio più generico. I laboratori privati, anche loro ormai con lunghe liste di attesa, seguono legittime logiche di domanda privata che spesso non combaciano con criteri di priorità oggettiva.
Molti addetti ai lavori ritengono che l’avvento dei test antigenici rapidi, già legittimati da specifiche note tecniche ministeriali, può cambiare l’inerzia della gestione COVID. Al momento, grazie a una iniziativa sperimentale rotariana, sono già utilizzati con grande soddisfazione dagli operatori ADI per tracciare pazienti a rischio in Cure Domiciliari e per monitorare i medici, gli infermieri, gli OSS e i fisioterapisti più esposti.
L’idea di moltiplicare l’esecuzione di tali tamponi a tutta la popolazione, con le precise indicazioni previste, può esserela chiave di volta per creare l’auspicato processo di “accelerazione diagnostica” e quindi della relativa e opportuna anticipazione della presa in carico e di inizio della terapia a domicilio in una fase di iniziale sintomaticità.
Una specie di “join venture solidale” con i MMG ma anche eventualmente con la Croce Rossa Italiana, la Protezione Civile e i Sindaci del territorio risolverebbe tutte le criticità organizzative, senza gravare sulla sanità pubblica ma coadiuvandola attraverso l’esecuzione di un elevato numero di test che, in caso di positività, sarebbero immediatamente segnalati alle USCO e quindi processati dai laboratori autorizzati, con i classici tamponi molecolari, questa volta eseguiti in mirati.
È una sfida che coinvolge più attori e quindi può avere criticità organizzative. Ma il Rotary, che ha tra le sue mission l’ambizione di individuare in anticipo azioni virtuose per la Società Civile.