Eppur si muove, sosteneva Galileo Galilei. Prendiamo in prestito questa frase per inquadrare la situazione politica melfitana. Sta per scadere il secondo mandato di Valvano, non più candidabile, e seppur in silenzio e celata da una calma apparente, sono iniziate le grandi manovre. A muoversi con maggiore frenesia, pare essere il centro destra, desideroso di riscattarsi dopo la doppia sconfitta subita negli ultimi tempi. Il dualismo Navazio – Pagliuca, sembra essere ancora vivo. Il primo, dopo il tentativo fallito di ritornare in auge, battuto da Valvano sia in prima persona e sia quando propose Mina Sassone, spera di lanciare Vincenzino Castaldi, che a sua volta vorrebbe finalmente indossare i panni di leader della coalizione. Il suo nome però non suscita particolari emozioni. Sia nella Lega e sia in Forza Italia. Nicola Pagliuca, dal canto suo, coerentemente e fieramente rappresentante degli azzurri dalla prima ora, ( 1994), vorrebbe pescare nella società civile. L’ex preside Masciale potrebbe essere un nome valido, ma negli ultimi tempi cresce sempre più il nome di Peppino Maglione. Candidatura affascinante, sicuramente in grado di competere per la vittoria finale, grazie anche alla trasversalità di consensi che la candidatura arrecherebbe in dote. Su questa possibilità lo stesso Maglione precisa: “ Non c’è stato al momento nessun colloquio o investitura ufficiale. Non è la prima volta che il mio nome viene tirato in ballo. Succede praticamente ad ogni competizione elettorale. Sono amico di Nicola Pagliuca, di Ernesto Navazio che è stato sindaco negli anni d’oro del Melfi calcio, di Antonio Corbo, ma sono altresì amico anche di tante altre persone che svariano dal tessuto imprenditoriale della città, a quello sociale, dentro e fuori gli apparati di partito. Sono un imprenditore e voglio proseguire a fare l’imprenditore. Ma se un domani, cosa difficile, dovessi cambiare idea, e perché avrei capito, che a chiederlo è la comunità melfitana che amo ed a cui ho dato tanto sotto forma di successi sportivi, e dalla quale ho ricevuto tanto a livello di stima, affetto e gratitudine.” Tradotto in soldoni, al momento non vi è nulla di concreto, ma se si dovesse materializzare una proposta, questa dovrà essere pienamente condivisa, collegiale ed espressione di una volontà popolare. E’ chiaro e palese, che un nome forte come quello di Peppino Maglione, seppur neofita in ambito politico, non può certo essere considerato come “ strumento nelle mani di altri”, o viso spendibile dietro cui pensare di mascherarsi. In pratica Maglione potrà prendere in considerazione una eventuale proposta, solamente come sintesi espressione di una richiesta che giunga dal basso e che esuli e sia lontana totalmente, da determinati giochini di potere. Sull’altro fronte il centro sinistra non lascia trapelare niente. Sono in tanti a nutrire ambizioni. Assessori, consiglieri, tesserati di partito, persone della società civile. Dopo 10 anni a guida socialista, sarà questa volta il Pd ad esprimere il nome del candidato sindaco. L’obiettivo primario è però quello di compattare tutte le anime. Unito il centrosinistra è una forza, disgregato offre il fianco alla vittoria altrui. Uno schema già visto e vissuto in passato. Ed infine i 5 stelle. Gino Giorgetti e Angela Bisogno, marito e moglie, rispettivamente ex consigliere regionale prima del riconteggio dei voti che ha premiato la Carlucci e attuale consigliera comunale, dovranno dimostrare che il movimento è cresciuto e si sia allargato. All’interno vigono contrapposizioni forti e tangibili, e saranno le primarie interne eventualmente a derimerle. Rispetto al recente passato il movimento sembra non godere più di certi consensi, a Melfi è stato anche primo partito. Toccherà alla base dimostrare che non è cosi.