E’ arrivata così in maniera inaspettata, gelida, triste. La notizia della scomparsa di Vincenzo Mossucca, per tutti “ Cenzino”. Una notizia che colpisce una intera comunità, non soltanto i tanti che hanno avuto il privilegio di incontrarlo nei loro rispettivi percorsi di vita. E si perché Cenzino era conosciutissimo e soprattutto voluto bene da tutti.Quando pensi al prototipo del “Gran lavoratore “, non puoi che pensare a Cenzino, il classico Uomo che si è fatto da se. È partito praticamente da niente, ed ha saputo costruire una azienda di alto livello. Con la forza delle sue braccia, della sua intraprendenza, della sua immensa voglia di fare. E Cenzino ci sapeva fare eccome.Ha iniziato con i traslochi, facendo viaggi nelle città del Nord, che in tempi privi di navigatore e tom tom, lui conosceva a menadito, come le sue tasche. Era presto diventato un autentico punto di riferimento, non soltanto di Melfi, ma anche dei tanti emigrati del settentrione. Sono tanti gli aneddoti che si tramandano, tutti contrassegnati dallo stesso refrain positivo. Uomo onesto, generoso, semplice, ma molto intelligente, Cenzino ha lavorato sodo, è stato un marito serio ed un padre dedito alla famiglia. Quella stessa famiglia che ha voluto con se, al suo fianco, nell’ azienda che a San Nicola di Melfi, è presente in maniera molto importante. Melfi oggi piange la perdita di un suo figlio, capace universalmente di farsi apprezzare per le sue doti umane. Alla sua famiglia le nostre più sentite condoglianze