epa08955344 Cars parked in the factory of the new automotive group Stellantis, in San Nicola di Melfi (Potenza), Italy, 21 January 2021. About seven thousand people work in the Lucanian factory - where 500 X, Jeep Renegade and Compass are produced. Stellantis N.V. is a new automotive company founded on 16 January 2021 of merger of French Groupe PSA and Italian-American Fiat Chrysler Automobiles. The Stellantis group is the owner of 14 automotive brands including: Alfa Romeo, Chrysler, Citroen, Dodge, Fiat, Jeep, Lancia, Maserati, Opel and Peugeot. EPA/TONY VECE

Otto giorni di stop per lo stabilimento Stellantis di Melfi. Da oggi e fino al prossimo 10 maggio è stata infatti attivata la cassa integrazione per 7mila lavoratori. Nel corso dell’ultima assemblea telematica con i sindacati, l’azienda ha comunicato la sospensione dell’attività lavorativa. Una fermata motivata, oltre che dal calo della domanda, soprattutto dalla carenza dei semiconduttori, che sta costringendo le case automobilistiche e le aziende di telefonia di tutto il mondo, a rallentare le produzioni.
I semiconduttori sono dei componenti essenziali, dei microchip prodotti per lo più in Cina. Delle piccole piastrine realizzate con il silicio la cui richiesta è aumentata proprio in coincidenza con il Covid, da un lato a causa della forte domanda di apparecchiature informatiche domestiche di consumo, dall’altro per via delle tensioni commerciali tra Stati uniti e Cina. Intanto l’ennesimo ricorso alla Cig per gli operai di Melfi rischia di mettere a rischio la tenuta occupazionale dello stabilimento lucano, già provata dal mancato avvio del terzo turno promesso che ha costretto alla cig, da inizio anno, 1500 lavoratori. I sindacati si dicono preoccupati. “Questi continui stop legati ai problemi di fornitura ad oggi non vedono una soluzione – ha affermato nei giorni scorsi il segretario regionale della Uilm Basilicata Marco Lomio – e impattano in modo forte sul salario dei lavoratori”. L’auspicio è che la politica regionale e nazionale possa farsi sentire con i vertici del nuovo colosso per garantire un futuro stabile ai 7000 operai lucani e non solo.