Sono giorni di inteso lavoro sul fronte politico melfitano. Sia in casa di chi ha vinto, sia sul fronte di chi ha perso. La coalizione che ha sorretto Maglione è al lavoro per la costruzione della nuova squadra governativa che avrà l’onore e l’onere di guidare la città per il prossimo quinquennio. C’è bisogno di una giunta forte, autorevole, operativa e capace, che sappia già mettersi all’opera fin da subito. Non mancano persone valide nello schieramento. In tutti i campi. Ricordiamo che la legge impone la quota rosa. Quindi su 5 assessori, necessariamente se ne dovranno trovare almeno due di sesso femminile. Anche in questo caso non ci dovrebbero essere problemi. Tutte le liste a supporto di Maglione, hanno donne in gamba in grado di assolvere al compito nel migliore dei modi. Il neo sindaco, come ha rimarcato ai nostri microfoni, ha già incontrato la segretaria generale del comune e fatto il punto della situazione. Resta il problema legato alla pianta organica. Il comune di Melfi ha molti dipendenti in meno rispetto a quello che dovrebbe avere e che servirebbero. Partiranno sicuramente i concorsi per nuove assunzioni, ma occorre tempo. Questo sarà un problema di non poco conto, ma volontà, entusiasmo e determinazione non mancano. Sia in Peppino Maglione che in tutta la coalizione. C’è poi da aggiungere che Melfi è un comune ricco, e la giunta Valvano non ha lasciato debiti, Anzi. A proposito di Valvano e del centro sinistra, anche su questo versante, si lavora. Un lavoro certamente diverso, ma ugualmente importante. C’è da ricostruire. Si parte inevitabilmente dal Pd, perno centrale ed unico partito del fronte che ha retto nell’ultima competizione elettorale, e sui tanti giovani appassionati che popolano la locale sezione intitolata ad Antonio Luongo. C’è da aprirsi alla società civile. Viatico imprescindibile per la crescita e per l’ampliamento del consenso. C’è da ricostruire poi un partito socialista lacerato da divisioni intestine che ne hanno causato fuoriuscite sanguinanti. Valvano e Simonetti hanno dimostrato di saper fare quest’opera di ricostruzione già nel 2006, quando l’allora centrosinistra guidato da Arduino Lospinoso usciva con le ossa rotte dal confronto con Navazio. Tocca ancora a loro avviare quest’opera di ripartenza, dimostrando di aver imparato da alcuni errori oggettivamente commessi, cercando di inglobare in questo processo inevitabilmente di medio-lungo termine, le intelligenze che di certo non mancano vicino a loro e nel centro sinistra e perchè no nei 5 stelle, seguendo magari l’esempio di ciò che sta avvenendo in altre città.