Proprio mentre il Melfi calcio si sta riprendendo, ottenendo risultati importanti che di fatto lo hanno riavvicinato alla vetta, il manto dello stadio Arturo Valerio, ha perso completamente quelle caratteristiche che nel tempo lo hanno portato ad essere uno dei migliori del panorama di serie C. Come è adesso, non è in grado nemmeno di essere paragonato, ad un campo degno di questo nome. L’erba ormai ha lasciato spazio alla terra in molte parti. Il rimbalzo del pallone è anomalo, i giocatori fanno fatica a controllarlo, oltre che a stare in piedi. Il Valerio è spelacchiato e sia che lo si vede dall’alto che dal basso, mostra un aspetto non dignitoso. Siamo a novembre, è di fatto iniziato l’inverno, e se ci si va sopra ogni giorno, qualsiasi manto in erba del mondo, non è in grado di reggere. Nessuno. Nemmeno l’Olimpico. Già l’Olimpico. La Bindi di Roma, l’azienda che ha ripristinato il manto del Valerio, ha consegnato un terreno perfetto, ma aveva avvertito. “Qualsiasi campo di erba naturale al mondo, va preservata, va fatta una manutenzione capillare e quotidiana, e soprattutto non ci si può andare sopra ogni giorno”. IN PAROLE POVERE: NON E’UN CAMPO IN SINTETICO, CHE PUO’ESSERE UTILIZZATO SEMPRE, OGNI GIORNO, IN QUALSIASI PERIODO DELL’ANNO. La vecchia amministrazione Valvano si è trovata di fronte alla scelta obbligata di recuperare il Valerio che era abbandonato a se stesso. Nonostante i suggerimenti ed i consigli giunti da più parti, anche da chi stava vicino ( e probabilmente ne capiva…), l’ex Sindaco decise di spendere i soldi pubblici, per rifare il manto in erba, l’erba dell’Olimpico, una specie di gramigna che a suo dire avrebbe consentito un uso molteplice e duraturo. Nulla di più sbagliato. Perchè sempre di erba si tratta, e se si decide di far giocare al Valerio tutti, Melfi, Sport Melfi, settore giovanile, la fine è inevitabile. Comprendiamoci. Riteniamo che in assenza di un secondo campo, (altro errore in 10 anni non aver sistemato il campo di Foggiano o Leonessa…) è giusto che le squadre che portano il nome di Melfi in giro, giochino in casa al Valerio, anche se la convivenza non è sempre semplice, ma per far ciò ed ottemperare alle esigenze di tutti, bisognava pensare di fare un campo in sintetico. Il sintetico consente un uso continuo e quotidiano, almeno per 15 anni. Certo costa di più nell’immediatezza, ma non ha costi di manutenzione, che nessuno al momento a Melfi può permettersi. Certo ha dopo problemi di costi di smaltimento, ma permette di RISOLVERE IL PROBLEMA. SUBITO. E di qui la scelta sbagliata. Ai tempi d’oro della serie C, era il club che si faceva carico dei costi di gestione del manto. Le esigenze del momento imponevano un uso prioritario, quasi esclusivo dell’As Melfi, che giocava un campionato Nazionale ed era seguitissimo. Ora le cose sono oggettivamente cambiate, ma occorre sempre un campo di gioco dove disputare le partite. Per l’As Melfi e per le altre compagini cittadine. Conseguenza è che l’amministrazione Valvano ha speso soldi pubblici ( non pochi) per un campo che non ha affatto risolto il problema, e la giunta Maglione eredita questo problema e probabilmente dovrà recuperare risorse per risolvere la questione definitivamente. Un pò come per il palazzetto dello Sport. Chiuso e non utilizzabile al momento dalle squadre cittadine. C’è poi un altro quesito che vorremmo porre all’ex sindaco Valvano anche assessore allo sport all’epoca. Perchè il comune di Melfi non ha partecipato al Bando ” Sport e Periferia”, dove venivano elargiti contributi a fondo perduto. Il comune di Rapolla ha ottenuto grazie a questo bando, ben 700.000 euro che infatti utilizzerà, per mettere il sintetico ed aggiustare il proprio impianto calcistico. Nel frattempo ci cauteliamo contro chi vorrà fare facile e spicciola ironia, sul perchè non abbiamo fatto presente queste cose a tempo debito agli interessati. Lo abbiamo fatto. Nelle sedi opportune, e alla presenza di numerosi testimoni. Non siamo stati ascoltati. Ci hanno risposto che il tempo avrebbe mostrato chi avesse ragione. Purtroppo quel tempo è arrivato e l’evidenza di una scelta sbagliata, è sotto gli occhi di tutti.