Nessun favoritismo e nessuna vessazione ma equità, salvaguardia di famiglie e utenze domestiche recuperando fondi esterni come mai successo in passato. L’amministrazione comunale di Melfi è pronta a varare il nuovo piano tariffario relativo alla tassa sui rifiuti e deve farlo fronteggiando una importante e non indifferente novità.Il decreto legge 116 del maggio 2020 che offre la possibilità alle aziende in particolare, di staccarsi dal servizio pubblico. Tradotto in soldoni per Melfi, significa perdere all’incirca 1 milione di euro per il solo 2022. La scelta, se pur legittima, di Stellantis e di altre aziende dell’area industriale di San Nicola di staccarsi dal servizio pubblico, ha fatto sì che le casse del comune dovranno fronteggiare un vero e proprio buco. Si badi però che la legge che lo consente, è entrata in vigore nel 2020 e chi governava a quell’epoca Melfi, ne aveva piena conoscenza, senza rinunciare alla scelta politica di “bastonare” l’ area industriale e gli imprenditori, con continui aumenti della tariffa. Ora è arrivato il conto e dunque, come l’opposizione sa benissimo, il quadro legislativo profondamente cambiato, ha obbligato la nuova giunta a rivedere la situazione ereditando di fatto una bomba ad orologeria. La giunta Maglione si è messa rapidamente al lavoro, attivandosi nel recuperare fondi per ovviare al mancato gettito. Nello specifico:
230 mila euro recuperati dalla riduzione del canone annuo di appalto del servizio rifiuti;
150 mila euro attraverso fondi di bilancio e
300 mila euro come contributo speciale dalla Regione Basilicata. Contributo ottenuto per la prima volta nella storia.
Tutte queste somme saranno utilizzate per contenere il più possibile l’aumento inevitabile della tari nei confronti di tutte le utenze salvaguardando soprattutto le famiglie e le utenze domestiche.
“Considerato che la normativa, nuova ed inaspettata, ha di fatto creato questa situazione, sottolinea il sindaco Maglione, resta chiaro e palese lo sforzo che stiamo compiendo per garantire alle utenze domestiche l’applicazione di tariffe che resteranno tra le più basse di Italia. Non accetto però che venga fatta speculazione spicciola in merito a presunti ed inesistenti favoritismi verso il polo industriale. Quello stesso polo industriale che ha sempre denunciato nei confronti della giunta Valvano, una vessazione tributaria che certamente oggi è alla base della loro decisione di staccarsi dal servizio pubblico”. Come detto all’epoca fu fatta una scelta politica che oggi penalizzera’ non poco le casse comunali. Altro argomento, la variazione del regolamento delle entrate.
Questa l’opinione di Maglione : “In questo periodo, abbiamo avuto modo di raccogliere il grido di dolore di decine di operatori, imprenditori, semplici cittadini, che avendo raggiunto un carico di insoluto tributario superiore a 2000 euro, non vengono ammessi alla rateizzazione del proprio debito a causa della sciagurata norma introdotta dalla giunta Valvano. Una condizione che oltre ad essere evidentemente iniqua non essendo contemplata da nessun altro regolamento comunale nè da norme statali, determina di fatto un vero e proprio rischio di perdita di gettito fiscale dal momento che il soggetto che non può effettuare pagamenti rateizzati, aumenta sempre più il rischio per il Comune di perdere definitivamente quell’introito. Va sottolineato inoltre che la rateizzazione concessa non esclude le sanzioni e gli interessi applicati nei confronti di coloro che hanno subito l’accertamento tributario e che hanno violato le norme. Anche in questo caso, conclude Maglione, non abbiamo fatto altro che adeguarci alle norme vigenti a livello nazionale in materia di tributi e recupero del gettito tributario”.